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Conservare e valorizzare l’archivio industriale

/HERITAGE

Fondazione Dalmine conserva, gestisce e valorizza oltre 2 km di documentazione storica prodotta dalla Dalmine, oggi parte del gruppo multinazionale Tenaris, da dipendenti e consulenti, altre società collegate e partecipate. Si tratta di un patrimonio molto eterogeneo che comprende carte degli organi direttivi, documenti tecnici di progettazione e produzione, atti immobiliari, brevetti, house organs, nastri audio e pellicole video, documenti iconografici – bozzetti di fiere, disegni tecnici, disegni architettonici di edifici civili e industriali, manifesti didattici e pubblicitari -, 100.000 fotografie su supporti diversi, 10.000 volumi tra biblioteca corrente, specializzata nei temi dell’industria e del lavoro, e biblioteca storica aziendale. 

Si tratta di fonti testimoni della storia di:

  • un’impresa – la Dalmine – in oltre 100 anni di attività;
  • la città di Dalmine, nata e cresciuta intorno alla fabbrica, e dei suoi abitanti;
  • i dipendenti dell’azienda, le collaborazioni con professionisti e altre aziende;
  • un gruppo multinazionale.

L'industria

Negli archivi di Fondazione Dalmine è riflesso il processo di industrializzazione e l’evoluzione che l’industria ha avuto verso l’attuale assetto globale. Dal 1906, quando il sito produttivo di Dalmine nasce come filiazione italiana di una impresa tedesca, si attraversa la Grande Guerra, con il passaggio al capitale italiano, la crescita degli anni ’20 e l’ingresso, dopo la Grande Crisi del ’29, nell’orbita dell’industria di Stato. L’ascesa del fascismo, le sue politiche industriali, la guerra, i bombardamenti, la ricostruzione, il boom economico, l’espansione internazionale, gli anni ’70, i grandi cambiamenti vissuti dall’industria e dal lavoro, le crisi e le ristrutturazioni dell’industria pubblica, fino alla privatizzazione nel 1996 e all’ingresso in un gruppo globale.

La città industriale

La storia di Tenaris a Dalmine riflette anche l’evoluzione di un modello di relazione fra l’industria e il territorio. Un modello che ha portato con sé la nascita di una tipica company town, fatta di infrastrutture, quartieri residenziali, scuole, spazi pubblici e ricreativi parte di un welfare aziendale nato negli anni ‘20. Una città industriale nel senso proprio, dove Giovanni Greppi ha tradotto in architettura e urbanistica una visione, un modello di relazione, ma anche un linguaggio e uno stile caratteristico del ‘900. Un’idea di città e di paesaggio industriale che ancora oggi caratterizza la contemporaneità che oggi possiamo interpretare e capire grazie agli archivi.

Le Persone

L’eredità culturale che l’industria ha prodotto a Dalmine durante un secolo di presenza è anche la storia di decine di migliaia di persone che, dal 1906 ad oggi, hanno lavorato in azienda o hanno vissuto nella città industriale. I cambiamenti sociali, la trasmissione del lavoro in fabbrica tra le generazioni, le migrazioni, le trasformazioni del lavoro e del tempo libero. Cambiamenti che sono specchio di quelli più generali che hanno interessato la società contemporanea nel corso del ‘900. 

Gli Archivi

L’archivio che Fondazione Dalmine conserva è un mosaico di fonti, documenti diversi tra loro uniti dal filo che li intreccia alla storia della Dalmine, storica impresa italiana, confluita nel gruppo multinazionale Tenaris. Fondazione Dalmine è il luogo, il contenitore unico, deputato alla conservazione, gestione e valorizzazione di questo patrimonio documentario, testimone della storia dell’impresa Dalmine e delle imprese ad essa collegate; dello stabilimento industriale sito a Dalmine e di tutti gli stabilimenti della società aventi sedi diverse; delle persone che hanno lavorato per l’azienda; dello sviluppo della città industriale di Dalmine, dela sua peculiarità e delle sue architetture. Il nucleo archivistico principale è, quindi, costituito dal fondo aziendale che raccoglie documenti prodotti dal 1906 dalla Società tubi Mannesmann, poi Stabilimenti di Dalmine, poi Dalmine S.p.A., oggi TenarisDalmine, nonché dalle società controllate, consociate e partecipate. La documentazione aziendale riguarda l’attività produttiva, il processo, il prodotto, il mercato, il lavoro nei vari siti ancora attivi o in passato appartenenti alla storica Dalmine; ma anche la storia delle persone, dei quartieri, dei servizi sociali creati dall’azienda per i propri dipendenti. La Dalmine oggi è parte di un grande gruppo multinazionale e l’archivio è testimone di questa parte di storia conservando il fondo Techint che raccoglie documenti sulla vicenda di Agostino Rocca, che dagli anni 20’ e fino al 1945 è stato manager dell’industria siderurgica pubblica italiana rivestendo fra le altre, la carica di amministratore delegato della storica Dalmine, e sulla storia del Gruppo multinazionale Techint, da lui fondato nel 1945 e cresciuto fra Italia, America Latina e il mondo. Recenti donazioni hanno portato in archivio le carte di due importanti architetti: Giovanni Greppi, esponente del ‘900 milanese, su commissione dell’azienda progetta la città di Dalmine, tra gli anni ’20 e ’50; Costantino Corsini – Studio Corsini e Wiskemann – che negli anni ’70 disegna il lay out esterno degli impianti di Dalmine e, dagli anni ’50 agli ’80, collabora con il gruppo Techint nel mondo. Ulteriori nuclei di documenti eterogenei alimentano il patrimonio di Fondazione Dalmine; si tratta di archivi privati, lasciati alla Fondazione nel corso del tempo a testimonianza del lavoro delle persone in azienda, a suggello della relazione che i singoli hanno avuto con la storia dell’azienda e della città.