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Podcast
Le mani e la mente

Cultura e tecnica sono mondi separati. Oppure no? La parola «techne» significa «arte» e, partendo da questa radice comune, lo storico della comunicazione Peppino Ortoleva si pone in dialogo con quattro tecnici, due donne e due uomini, dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Una serie di puntate in cui scopriremo che la mente «predisposta» non esiste, perché il mondo umanistico e quello scientifico sono più vicini di quanto si pensa.

Il podcast è prodotto da Fondazione Dalmine per RaiPlay Sound, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia. La cura editoriale è di Astrid Serughetti, il sound designer è Francesco Dini.

Tutte le puntate

1. Il bello e l’utile

Ha più valore studiare le materie umanistiche o quelle scientifiche e tecnologiche? Nell’esperienza quotidiana cultura e tecnologia convivono e si stimolano, ma tradurre questa consapevolezza in percorsi formativi non è sempre semplice. Partendo dalla figura di Leonardo da Vinci Peppino Ortoleva inizia la propria indagine.

2. Saperi difficili

Spiegare i principi alla base di un premio Nobel per la fisica non è semplice. Nemmeno spiegare il pensiero tecnico matematico è semplice. Questa mancanza di comprensione tra «saperi» è ciò che rende complicato il dialogo fra tecnica e cultura. Peppino Ortoleva ne parla con Guglielmo Lanzani, fisico e ricercatore IIT nel campo delle nanoscienze.

3. Dubbi e certezze

Alberto Diaspro è Direttore di Ricerca in Nanoscopia presso l’IIT di Genova. Con la sua Vespa rossa ci porta dentro l’Istituto Italiano di Tecnologia per rispondere a un’altra domanda: la tecnica, a differenza della cultura, è un mondo di certezze?

4. Tecnologia pop

Cultura «alta» da élite o «popolare», più vicina alle persone? Nei momenti realmente innovativi i saperi si intrecciano ed è in questo punto che cultura e tecnica iniziano a incontrarsi.

5. Ibridi

Ci sono persone che sanno programmare ma amano la storia dell’arte, costruiscono bracci robotici e leggono Shakespeare, pensano storico e agiscono nel virtuale. Il dialogo, questa volta, è con Arianna Traviglia, Coordinatrice del Centro per la cultura archivistica e tecnologica in IIT.

6. Menti e corpi artificiali

«L’intelligenza artificiale ci dominerà tutti ed è qualcosa da temere». Non è la verità, ma uno dei principi alla base della tecnofobia contemporanea. Il timore che la tecnica prenda il sopravvento sul pensiero è concreto, per questo serve il confronto con la storia.

7. Futuri possibili

Se i libri di Asimov & Co. avessero davvero cambiato la scienza? Questa puntata fa i conti con un’umanità contemporanea che evolve, trainata da una tecnologia e una scienza che si modificano con straordinaria rapidità.

8. Fare arte e fare tecnica

La mente «predisposta» non esiste. Monica Gori, artista e psicologa con un dottorato in ricerca di Tecnologie umanoidi, svela come il cervello non abbia né impostazioni definite, né vincoli fra cultura e tecnica.

9. Educare

Non esiste un unico modello educativo e la disabilità lo dimostra molto chiaramente. Nel confrontarsi con sistemi di apprendimento differenti, cultura e tecnica funzionano insieme, con risultati spesso sorprendenti.

10. Mondi scomparsi

La storia non può condizionare il futuro tecnologico, ma forse può dargli un valore. Se la scienza è in grado di rileggere la storia, allora anche la visione del domani può cambiare.

11. Donne e uomini

Così come non esiste una mente più scientifica che umanistica, non esiste un genere che sia predisposto in un senso o nell’altro. Eppure l’esperienza racconta che la tecnologia è un sostantivo maschile.

12. La mano e la mente

Non è facile imparare a pensare la cultura in base alle tecniche o tecnologie di cui fa uso, così come non lo è pensare alle tecnologie come parte dell’evoluzione complessiva del sapere. Eppure è indispensabile per capire il mondo nel quale viviamo.